Parto Cesareo: un sorriso di nome Alma.

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Parto Cesareo: un sorriso di nome Alma.

Pensavate di scamparvi il racconto del mio parto?! E invece no. Sono passati esattamente due anni e ora ho la forza, il coraggio e quel distacco necessario per raccontarvi della mia esperienza. Che sicuramente sarà peggiore della vostra perchè si sa, per ogni mamma, il SUO parto, è stato il peggiore del mondo!

Era domenica.
Mia madre mi portó alla fiera Primavera per camminare un po’, che si sa mai che non si smuova qualcosa. Quella domenica non me la dimenticheró mai!

Camminavo in giro per la fiera senza meta completamente disinteressata, il mio pensiero era tutto concentrato sulla deambulazione. Le donne in scadenza pre parto si riconoscono subito per la loro camminata a pinguino, goffa, lenta, inconfondibile.
Non ne puoi più, ti si legge in faccia.

Alma non si muoveva da 24 ore. Si era sempre mossa. Casinista dal quarto mese.. Avevo una sensaziome strana.

Tornata dalla fiera ho chiesto a mio papà di andare in ospedale. Mi sentivo una stupida paranoica ma avevo una strana sensazione.

La visita.

Credo vivamente che mi abbiano preso per la classica mom-to-be paranoica.. Mi hanno rifilata alla stagista che dopo qualche minuto di eco mi ha detto che non avevo niente e che andava tutto bene.

Esco e mi avvio nel corridoio per uscire, pensando che non ero tranquilla per nulla.

E in quel momento ecco che arriva il mio angelo. Incontro un’ostetrica del corso pre parto!

O:”Martina cosa ci fai qui?”
M:”Buonasera non sto tanto bene ho dei dolori che non sono contrazioni e Alma non si muove da più di 24h.”

O:”Ti hanno fatto il monitoraggio?”

M:”No.”

O:”Caspita non ti posso mandare a casa così vieni che ti faccio un monitoraggio cosi siamo tranquille!”

Non potevo immaginare che da quel momento sarebbe iniziato il mio calvario. Dopo i primi 20 minuti me ne fa fare altri 20 e poi altri 20 e altri 20.

O:”Forse è meglio che ti facciamo rivisitare, ma dal medico di turno”

Entro per la seconda ecografia.
40 minuti di ecografia.
I 40 minuti più lunghi della mia vita.

Doc:”Lo so che a una mamma certe cose non bisognerebbe dirle ma io te lo devo dire, questa bimba ha almeno 2 giri di cordone al collo e sta soffrendo”

Mi è uscita una lacrima, una sola, una lama che mi ha tagliato la faccia.

E voi penserete, beh, parto cesareo di corsa e via, no?!

No.

Sono entrata in una diatriba ospedaliera perchè oggi si fanno troppi cesarei e quindi chi diceva di no chi diceva di sì e, morale della favola, ho fatto la notte al monitoraggio pregando tutti i santi e gli angeli di cui conosco il nome.

Le 8 del mattino: il cambio turno.

Anche se era stata una notte sofferta devo dire che ostetriche e infermiere erano state davvero meravigliose. Ero riuscita anche ad appisolarmi finchè alle 8 non mi piomba in stanza una pazza con i capelli rosa che avrà avuto poco piu della mia età.

Mi guarda la cartella e dice: ahah ma i bambini dormono altro che sofferenza fetale tu sei la classica albarina* con la puzza sotto il naso che ha paura di fare il naturale!

Cosa non è uscito dalla mia bocca non potete immaginarvelo.

Dopo poco arriva finalmente il mio ginecologo e dopo un rapido consulto firmo per il parto cesareo.

 

Il parto cesareo

In tempo zero mi ritrovo nel corridoio praticamente nuda, pochi secondi dopo sono già sul tavolo della sala operatoria.

Non sapevo niente. Al corso non ci avevano minimamente preparate al parto cesareo. Ogni secondo, ogni parola, per me era un cercare di capire cosa stava succedendo e poi la vedo.

La vedo fare capolino da quel telo verde. Tutta attorcigliata nel cordone, l’amore mio si era fatta un vestitino di cordone altro che due giri!

Ero paralizzata ma dio solo sa quanti bacini le ho dato!

Ascoltate il vostro cuore perchè se c’è qualcosa che non va noi mamme lo sappiamo, il cuore di una mamma non tradisce mai e io porteró con amore questo sorriso per tutta la vita!

 

Dopo il parto cesareo

Molte persone pensano che fare il parto cesareo sia una scorciatoia che molte donne scelgono per non affrontare il dolore del parto naturale.

Beh, io non ho mai affrontato un parto naturale ma vi assicuro che per riprendermi dal parto cesareo ci ho messo davvero parecchio!

Innazi tutto essendo allergica alle medicine non ho potuto usufruire delle flebo di Toradol, mi hanno tolto la Morfina dopo qualche ora e la prima notte credo di aver dormito abbracciata al lampadario della mia stanza… perchè la gente non lo sa ma per chi fa il parto cesareo le contrazioni arrivano dopo… e non si risolvono nel tempo di un parto naturale ma ci mettono qualche giorno!

I punti tiravano (sono ben 7 strati di suture) andare in bagno non se ne parlava neanche (non scendo nei dettagli ma chi ha fatto il parto cesareo sa di cosa sto parlando) e per le prime settimane ho camminato stile pinguino che ha preso un palo della luce non vi dico dove.

 

Ma tutto passa nel momento in cui guardi quella cosa minuscola che è il tuo amore più grande.

 

albarina*: a Genova si chiamano “albarine” le ragazze che vivono e/o frequentano la zona di Albaro, è un dispregiativo per definire le ragazze genovesi di quella zona “con la puzza sotto il naso” .

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