Mamma Polipo

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Scusate l’assenza ma sono giornate intense. Il lavoro oramai è ripartito a pieno ritmo!
Se un tempo ero abituata a fare le giornate “trottola” in giro per Milano alla “Diavolo veste Prada” passando da uno showroom all’altro con gli auricolari alle orecchie telefonando a settecentomila attori facendo in contemporanea millesettecento cose…. Ora me lo posso scordare o meglio ora oltre a quello con una mano faccio giocare mia figlia oppure la ninno o la imbocco o le cambio il pannolino.
“Ciao sono la stylist per il lavoro xxx volevo sapere che taglie porti” e regolarmente in quel secondo di silenzio successivo mia figlia esordisce con un “Mammmmamamama” oppure parte il ruttino se non una scorreggina (noi siamo ragazze per bene) oppure strilla perchè mi sono fermata un secondo dal muoverle la sua fatina preferita e allora “ehm scusami ma ho mia figlia in braccio che ha solo 8 mesi) e poi ci sono le commissioni in macchina e inizia la tiritera allaccia e slaccia il seggiolino, carica e scarica il passeggino, trova il bar con seggiolone per darle la merenda, cambia il pannolino sul divano di vera pelle umana dello showroom del momento dove ovviamente Almina fa pipì come le levi il panno e quindi salutiamo altri dieci anni di vita (o di carriera?) e poi ti ritrovi in giro con la nana che dorme e il passeggino addobbato a mó di piramide con mille sacchetti e sacchettini firmati e la gente che ti guarda male e pensa “ecco la classica mamma milanese affetta da shopping conpulsivo” e vaglielo a spiegare che fai la stylist??! Il tutto comunque sempre affrontato con sorrisoni e un estrema calma (apparente ahah) insomma mi ritengo ufficialmente entrata nel Club delle “Mamme Polipo”.
Ho pensato di condividere con voi questo “periodo” perchè solo chi ci si ritrova puó comprendere che cosa voglia dire e l’unica cosa che sto imparando è che tutto si puó fare ma non bisogna mai dimenticarsi di essere organizzatissime!!!!!
Per questo per la mia salute mentale (e non solo) mercoledì faró una piccola prova con una baby sitter.
All’inizio si pensa di essere delle super mamme e si fa di tutto pur di non lasciarli ma come in tutte le relazioni umane (almeno nelle mie) arriva il momento in cui si ha l’esigenza di riappropriarsi dei propri spazi o almeno di alcuni, anche se piccolissimi, ma preziosi.

 

Grazie a Eveline Pennelli per la stupenda illustrazione!

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