#iostoconparigi

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È l’unaequarantatrè: la televisione è accesa e ho mia figlia che dorme serena nel suo lettino qui di fianco.

Mi sento fortunata.

Questa sera ero a cena fuori e quando sono tornata a casa ho acceso la tv e ho appreso della strage che stava accadendo a Parigi.

Il primo pensiero ovviamente è stato informarmi se tutti gli amici che ho a Parigi stessero bene. Ma guardando la televisione mentre addormentavo Alma mi sono sopraggiunti numerosi pensieri. Io non ho mai vissuto una guerra, ne ho sempre solo sentito parlare. Finchè certe immagini stanno dietro a un vetro non ti toccano. Finchè certe cose non si vivono in prima persona non ti feriscono. Questa sera ho paura. Per la prima volta guardando il telegiornale in diretta avverto un senso di paura enorme.

È la paura di essere Mamma. La paura di consegnare un mondo crudele ai nostri bambini. La paura di non vivere abbastanza per poterli proteggere dai grandi mali. La paura di non essere in grado di insegnargli a scappare più veloci della luce di fronte a certi pericoli. La paura di non poterli proteggere dalle ingiustizie.

La paura di non esserci.

Provo a pensare a tutte le mamme che questa sera erano in giro con i propri bambini e si sono ritrovate completamente indifese in una strage e mi si gela il sangue. Purtroppo da qui non posso fare altro che dedicare un pensiero sincero a tutte loro e ai loro bambini.

Ho scelto per tutte loro un particolare dei miei quadri preferiti “le tre età della donna” di Gustav Klimt, in cui vengono raffigurate l’infanzia e la maternità.

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