Goldozi, l’arte del ricamo

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Sono molti mesi che mi chiedete che cosa sto facendo, da quando ho cambiato la mia professione sui social come “imprenditrice”.
Ho aspettato un po’ a condividere i nostri progetti, forse un po’ per voler proteggere questa nuova realtà che mi ha stravolto la vita e che mi sta dando tantissimo.
Oggi scriverò di una cosa preziosa, una forma d’arte che ho avuto il piacere di studiare fin da piccina e per cui nutro ancora oggi una grande passione: il ricamo.

Il ricamo

Il ricamo è spesso annoverato tra le arti minori, spesso addirittura viene ricondotto ad una dimensione domestica. Ma di domestico ha ben poco, è una vera e propria forma d’arte.
L’arte della tessitura e del ricamo, settore esclusivamente femminile, è sempre stato veicolo di significati che vanno al di là della semplice tecnica esecutiva e della bellezza e raffinatezza dei manufatti.
Filatura, tessitura e ricamo hanno sempre rappresentato uno strumento a servizio della donna, uno strumento utilizzato per “rompere il silenzio”.
Il ricamo per la donna è una forma di scrittura.
Questa forma d’arte che risale ai tempi piu antichi è una tipologia di scrittura che utilizza altri codici per diffondere dei messaggi, per esprimere sentimenti, per rappresentare le sfumature dell’anima, fissare delle immagini e comunicare con il mondo esterno.
L’ago e il telaio sono come carta e penna e le figure che ne escono sono vere e proprie storie da leggere, intrise di significati.
In passato la donna era dedita alla cura della famiglia, il suo ruolo era chiuso, marginale e astorico. La quotidianità di una donna era ciclica, monotona, caratterizzata da gesti ripetitivi svolti nel silenzio della casa. L’uomo per contrapposizione invece comunicava più liberamente e aveva un’attività che si sviluppava all’esterno della casa.
Il settore del tessile e del ricamo è rimasto sì immutato nei secoli, ma i capi realizzati sono sempre forieri di significati e storie diverse!

L’arte del ricamo

L’arte raffinata del ricamo è sempre stata tramandata tra le mura domestiche per proteggerne la sua esclusiva autenticità ma non solo, aveva anche la finalità pratica di realizzare il corredo femminile. Il corredo o dote,  fin dai tempi più antichi era il bene più prezioso a cui ogni ragazza lavorava per molti anni per identificare la propria collocazione e identità sociale per questo evento unico che tanto attendevano.
Ovviamente nel corso dei secoli il corredo ha perso la sua funzione sociale e culturale, essendo anche mutato il ruolo della donna nella società.
Oggi possiamo assistere ad una vera e propria riscoperta del pezzo unico, del manufatto, una valorizzazione dell’artigianato come specialità artistica e non solo, anche come attività produttiva.
Tessitrici e ricamatrici non sono più recluse ad un’attività solamente domestica ma si aprono al mondo intero creando opportunità per se stesse e per la società esponendo e vendendo i loro lavori al pubblico.
Con l’esplosione di internet negli ultimi anni, si sono creati contatti e scambi anche tra le diverse culture e i manufatti “viaggiano” nei diversi paesi subendo anche influenze da altre culture o penetrando semplicemente mercati diversi da quello di appartenenza creando veri e propri “trend” nel settore moda.

Il ricamo in Afghanistan

Tutti noi conosciamo la storia dell’Afghanistan. Per molto tempo in questo paese le donne non hanno avuto accesso al lavoro e all’espressività.
Nei paesi in conflitto si vive quotidianamente la sfida di poter creare qualcosa, sviluppare la piccola economia locale. Questo sviluppo da la possibilità alle persone di essere autosufficienti nel mercato e in un paese come l’Afghanistan è difficile da realizzare.
Ecco che tra le mura di casa le donne hanno iniziato a esprimere se stesse con la forma d’arte più antica, la tessitura e il ricamo, riflettendo nelle loro manifatture differenze regionali individuabili nell’utilizzo particolare di colori e nelle diverse forme di disegno. La seta e il cotone vengono disegnati a mano o ricamati e a seconda del loro utilizzo possono ricondurre alla regione di appartenenza.
Questa forma d’arte si sta sviluppando sempre di più in Afghanistan poiché permette alle donne di crearsi un’indipendenza che gli da possibilità anche di contribuire all’educazione dei figli.

Goldozi

Goldozi è un progetto che nasce dalla voglia di regalare libertà alle donne Afgane che hanno vissuto in un contesto dove dignità e indipendenza sono spesso negate.

Zarif Design

Tradizione, bellezza, unicità, genialità, eccellenza, alta artigianalità, per un’esperienza che unisce la vista e il tatto.
Questo progetto vuole essere un punto di riferimento per le donne afgane per sviluppare una rete commerciale intenta a far conoscere i loro prodotti.
Goldozi che in Dari significa ricamo, ha come obiettivo quello di far conoscere l’imprenditoria tessile afgana divulgando i loro prodotti ma soprattutto la loro tradizione nel mercato del fashion.
Fondato dall’agenzia FHI 360, il progetto Goldozi crea unioni tra camere di commercio internazionali, aziende, agenzie e servizi locali per costruire una forte identità del brand che promuova un’etica e autentica divulgazione di prodotti afgani fatti a mano esclusivamente dalle donne di questo paese.
Inutile dire che sono onorata di poter far parte con Brandnew Promoter di questo progetto non solo dal punto di vista professionale ma soprattutto come mamma e donna!
Follow us on instagram @brandnewpromoter @goldoziofficialmilano
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