Finiscono le vacanze. Tempo di separazioni.

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Quando si parla si separazioni, si pensa soprattutto allo sforzo che devono compiere i bambini per accettare di stare lontani dai genitori re-inserendosi, al ritorno dalle vacanze e a seconda dell’età, nelle varie scuole o asili o accettando la loro assenza da casa mentre sono affidati per molte ore a nonni o baby-sitter mentre papà e mamma sono impegnati con il lavoro fuori casa.

Un momento molto delicato si verifica al rientro dalle vacanze.

Dopo un periodo nel quale i bambini hanno vissuto una vita, dal loro punto di vista, ideale perché, finalmente, hanno avuto sempre a disposizione sia la mamma che il papà, alla fine del periodo estivo, devono rientrare nella routine della vita quotidiana accettando, volentieri o con difficoltà, di staccarsi dai genitori.

Un elemento importante riguarda l’organizzazione della famiglia, dando per scontato che il papà lavora e, stando ai dati statistici, che invece molte mamme siano casalinghe, possiamo comprendere come questo elemento cambi moltissimo la vita dei bambini ed il ritmo dei loro orari.

Auspicando che il periodo di ferie sia stato di almeno tre settimane consecutive e trascorso in un luogo salubre e ricco di proposte ricreative, sottolineiamo come, in questi contesti, i figli abbiano l’occasione di conoscere i loro genitori in una veste diversa da quella della vita quotidiana che spesso altera il loro tono dell’umore e la loro disponibilità perché appesantiti dallo stress causato da ritmi e impegni troppo faticosi.

Ed è proprio questo il punto che desidero segnalare, la sofferenza dei genitori causata dal vivere in modo limitato, a volte addirittura restrittivo, il tempo con i propri cari, tiranneggiati da impegni e doveri che condizionano oltremodo la loro vita affettiva ed il bisogno profondo e naturale di stare con i propri figli che, tanto più sono piccoli, quanto più ci fanno sentire il bisogno viscerale e profondo di stare con loro, di partecipare ai loro progressi ed alle loro attività in diretta.

Non è affatto casuale che, dopo un periodo sufficientemente lungo di vacanza, i bambini compiano grandi passi avanti dal punto di vista intellettivo e crescano, anche fisicamente, moltissimo. Penso che questo elemento dipenda proprio dalla vicinanza emotiva e fisica con i genitori e dalla riduzione dello stress della vita quotidiana che purtroppo però, in troppe famiglie, occupa la maggior parte dell’anno in maniera esponenziale.

La società attuale e la crisi economica hanno fatto si che si mettessero da parte le esigenze legate alla vita familiare, per esempio: è produttivo e comodo per tutti che i negozi siano aperti fino a tarda ora ed anche la domenica ma ci si chiede troppo poco come saranno le famiglie degli operatori che ci lavorano!

In altre parole, qualora sia possibile, è certamente meglio rinunciare al superfluo, privilegiando tempi lavorativi che   consentano e facilitino il contatto con i propri cari.

Capita troppo frequentemente che proprio al ritorno dalle vacanze gli adulti abbiano sintomi di natura depressiva e che raramente si pensi alla causa più naturale e semplice, la sofferenza per il distacco che non è solo dei bambini !

Focalizzando correttamente questo importante elemento, forse si potrebbe pensare ad una organizzazione di vita più armoniosa e sintonica.

 

Articolo a cura della Dott.ssa Anna Renata Rizzitelli

Psicoanalista S.P.I.

esperta dell’età evolutiva e della genitorialità

 

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