Fare un figlio da sola: Amore o Egoismo?

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Fare un figlio da sola: Amore o Egoismo?

I modi di avere un figlio sono infiniti, ci sono donne che cercano in tutti i modi di diventare mamme, a volte per esempio “condizionate” dall’orologio biologico e poi ci sono donne come me a cui “capita”.

Sono io la prima che spesso si era ritrovata a dire “un figlio non può capitare” e si vede che qualcuno ha provveduto a farmi capire che cosí non è visto che mi è “capitato” due volte.

Fortuna o sfortuna? Oggi rispondo sicuramente: Fortuna!

Con la persona che mi ha messa incinta ho vissuto due anni di storia intensi e molto travagliati ma non è sicuramente questo il contesto per parlarne.

Sta di fatto che il destino ha fatto sí che io rimanessi incinta una prima e una seconda volta.

La prima volta non era voluto ma capitato e la cosa si è risolta “naturalmente” come spesso accade con le prime gravidanze. Anche questo è un altro capitolo assai doloroso, le donne che hanno vissuto un aborto spontaneo sono tantissime e possono capire di cosa sto parlando. È un evento molto delicato che può portare molta sofferenza, come nel mio caso.

Ci ho messo mesi a riprendermi per svariati motivi ed ero arrivata a pesare davvero molto poco per la mia altezza.

Per evitare che succedesse di nuovo andai dalla ginecologa di un centro vicino a casa a farmi prescrivere un anticoncezionale e me ne fu prescritto uno “a basso dosaggio ormonale di ultima generazione”…. ovviamente non posso farne il nome!!

 

Stacco: due mesi dopo ero incinta.

 

Si care mie perchè dopo un aborto spontaneo gli ormoni sono scatenati e spesso questi nuovi anticoncezionali 2.0 non servono a niente di fronte alla carica ormonale che si ha in quei mesi….questo non lo sanno tutti ma è da sapere!

 

E il giorno che ho fatto il test di gravidanza sono entrata in un Tunnel..

Dovrebbe essere il momento più bello della vita di una donna e invece per me è stato come entrare in un tritacarne.

Lo teniamo, non lo teniamo, Sí, No, “CI DEVO PENSARE!”

In questi casi si arriva a parlare di tenere un bambino o meno come fosse il week end a Parigi, il treno o l’auto per andare a Roma, la cena da prenotare al Ristorante il venerdí sera con gli amici.

E tu sei li, senti qualcosa che dentro di te sta cambiando, non la vedi ma la senti. Hai una paura pazzesca di perdere il tuo corpo e il tuo “io” , e la persona che ti sta di fronte si preoccupa soltanto di se stesso, eppure insieme avevamo sognato di fare dei figli, avere una famiglia…

E invece arriva il giorno che ti senti dire: “io un figlio adesso non lo voglio”.

Quel giorno sono stata messa di fronte a una scelta molto chiara: o LUI o il bambino.

Inutile dirvi quale sia stata la mia scelta.

Ma che cosa è successo dopo?

Le mie giornate sono state un susseguirsi di domande incessanti. Ho pianto per 7 giorni senza tregua tanto da arrivare al punto di non poter più respirare. Avevo momenti in cui pensavo “magari succede di nuovo,  come l’altra volta, magari va via da sè” e momenti in cui invece speravo che quel fagiolino restasse li attaccato alla vita, a me, a noi, e non mi lasciasse mai.

Non mi vergogno di dire che, per la disperazione, un giorno andai in consultorio per abortire, credo sia stata la giornata più brutta della mia vita.

Non dimenticherò mai quella parete che avevo davanti, raffigurava una mongolfiera su cui c’era mamma orsa che teneva il figlio orsetto che cadeva fuori dalla mongolfiera, nel vuoto. Non riuscivo a deglutire. E poi tutte quelle persone che mi facevano mille domande. I rimproveri. Sí avete capito bene, i rimproveri per NON ESSERE STATA ABBASTANZA ATTENTA.

C’erano tantissime donne in quel corridoio quella mattina. TUTTE SOLE.

Andai due volte. Entrambe le volte non ne vidi una accompagnata dal fidanzato, amante o marito. NON UNA.

Coincidenza? Io non credo.

In quei giorni l’orologio faceva Tic Tac incessantemente e Alma era già “grande”  E in realtà il termine era già scaduto.

 

In quel momento è inutile chiedere pareri e consigli, solo tu puoi sapere cosa fare, in me prevaleva ed ha prevalso l’amore per quella vita che sentivo crescere nella mia pancia e il desiderio di poter conoscere quell’essere.

 

Io non lo so se sia stato l’egoismo di avere un figlio o l’Amore per quella cosa che avevo nella pancia che ancora dovevo conoscere. In confronto ad altre situazioni dove prevalgono abbandono e solitudine, io sono stata frotunata perchè ho ricevuto tanto amore, l’amore di chi è disposto a starti vicino qualsiasi decisione tu prenda, l’amore che soltanto la tua famiglia può darti e questo mi ha dato la forza di capire che se avessi interrotto questa cosa avrei ucciso due persone e non una perchè non avrei avuto una vita degna di essere chiamata con questo nome se avessi abortito.

Non sarei stata capace di andare avanti. Non avrei più potuto guardare gli altri bambini, le altre mamme, la mia famiglia, ma soprattutto non sarei più stata in grado di guardarmi allo specchio. E allora chiamatelo egoismo, fate come credete. C’è chi mi ha detto che fare un figlio da sola è mettere al mondo un “bastardo” (testuali parole) un infelice, un disgraziato.

Sono stata molto fortunata ad avere persone che hanno saputo darmi forza e coraggio, non tutte le donne hanno questa possibilità purtroppo.

E QUESTO MI FA COMPRENDERE CHE NON  DOBBIAMO MAI GIUDICARE LE DECISIONI DEGLI ALTRI , soprattutto in contesti cosi’ delicati e comprendo anche che per un uomo possa essere difficile accettare una gravidanza non “programmata” e possa vivere come una violenza la decisione della donna di portarla avanti da sola, per questo motivo ho deciso di portare avanti la mia decisione da sola senza pretendere nulla da chi non si è sentito di fare il padre al momento opportuno.

Alma è la cosa più bella del mondo e ringrazio l’universo ogni volta che la guardo.

 

 

 

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