Alle mamme che viaggiano…

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Alle mamme che viaggiano…

Ho sempre amato viaggiare nella mia vita e se c’è una cosa che ho sempre sostenuto è che viaggiare è molto diverso da andare in vacanza.
Per me andare in vacanza è andare in spiaggia, lettino, ombrellone e una spremuta d’arancia.
Viaggiare è un’altra cosa. Viaggiare è fare uno zaino, partire con poco peso per avere il cuor leggero e pronto ad accogliere nuove culture, nuovi cibi, tramonti, orizzonti.
Viaggiare è faticoso e non è per tutti. Viaggiare non è andare in vacanza e viaggiare per me significa oggi “lavorare”.
Nella mia vita ho sempre viaggiato e vivendo in Italia come libera professionista anche quando è nata Alma ho ripreso subito a viaggiare. Grazie governo Italiano per non avermi dato la maternità (mi fermo qui se no scrivo dieci articoli e non mi sembra il caso!). Non ho avuto molta scelta insomma.
Detto questo, spesso mi sento dire “beata te che prendi te ne vai e molli Alma.”

Essere una mamma che viaggia

Arab street, Singapore

Le mamme, quelle che non sono mai uscite dalla propria città, quelle che dormono con i loro figli e il marito magari finisce sul divano, le mamme quelle che sono l’ombra dei loro figli perché forse penso io non sanno ancora chi sono loro e cosa vorrebbero fare da grandi?! Non lo so, io non le giudico, semplicemente sono diversa e vi posso solo dire che viaggiare quando si hanno dei figli richiede molto coraggio.
Nessuno si chiede come si sta ma noi mamme che viaggiamo tutti i giorni in posti più o meno lontani da casa sappiamo che cosa significa.
Perché il senso di colpa è infinito, perché capita anche di vivere cose belle e di pensare “cazzo lei non c’è, non è qui con me”.
Capita di parlare della tua bambina a persone straniere e di renderti conto che mentre ne parli e sei a diecimila chilometri da casa, ti scende una piccola grande lacrima.

Volare ohh oh!

Changi Airport, Singapore

E adesso devo fare un outing. Io ho sempre avuto una gran paura dei voli, ma è tale la mia curiosità e la
voglia di arrivare “dall’altra parte” che ho sempre volato lo stesso. Mi preparo giorni prima faccio esercizi di training autogeno, sul serio, perché anche mezz’ora di volo mi agita figuriamo 12…! Cerco di organizzare bene nella mente le
ore del volo con letture, lavoro, film e ore di sonno. Pianifico tutto per avere la situazione del viaggio sotto controllo. Ma a questa mia paura che ho da sempre da quando sono mamma se ne è aggiunta un’altra. Parto, vado, e se succede qualcosa?! Che quel qualcosa sono mille cose perché quando sei mamma e te ne vai la testa va in tilt appena ti squilla il telefono e vedi quel +39 che ti chiama!

Tornare

E poi torni, e quando torni anche solo dopo qualche giorno lei è cambiata, è cresciuta e ti guarda e ti dice “mamma voglio un rossetto strapparente” e tu, tu ti rendi conto che quella nuova parola l’ha imparata mentre tu firmavi un contratto dall’altra parte del mondo e non eri con lei.
Ma lo stavi facendo per lei.
Insomma potrei andare avanti per ore ma solo chi fa questa vita può capire, e solo una cosa vi posso dire: Viaggiare per lavoro non è come andare in vacanza, non giudicate dalle apparenze perché ognuno di noi fa il suo meglio e
le mamme giuste non esistono, abbiamo tutte un unico scopo: fare il loro bene.
A tutte le mamme che ogni giorno prendono un treno, un aereo, una barca, una bici, un tram, un traghetto o fanno tanta strada a piedi per andare al lavoro, il mio pensiero oggi va a tutte NOI!
 
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