“Miseria e nobiltà” arriva l’opera comica al Teatro Carlo Felice

by martedì, 20 febbraio, 2018

“Miseria e nobiltà” arriva l’opera comica al Teatro Carlo Felice

 

Dopo il Musical di apertura della stagione il Teatro Carlo Felice di Genova porta in scena “l’opera che parla”: Miseria e nobiltà.

Opera comica di Marco Tutino su libretto di Luca Rossi e Fabio Ceresa con la regia di Rosetta Cucchi.

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Tutta l’Italia della musica ha i riflettori puntati sul Teatro Carlo Felice che porterà in scena Miseria e nobiltà dal 23 Febbraio al 1 Marzo.

Miseria e Nobiltà è tratta dall’omonima commedia di Eduardo Scarpetta e dal cult di Totò e Sophia Loren. La sua storia è attualissima poiché viene ambientata nei giorni del referendum del 1946 tra monarchia e repubblica. E il Teatro Carlo Felice porta in scena quest’opera proprio alle porte delle elezioni del 4 Marzo.

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L’opera

Luca Rossi ha scelto di portare in scena l’opera in italiano e non come di consueto in dialetto napoletano. La famosa scena di Totò della spaghettata in quest’opera diventa una vera e propria scena corale di piazza.

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“L’opera che parla” porta in scena temi attualissimi come la politica, la fame, l’amore e il divertimento. I personaggi di quest’opera entrano in scena con la loro complessità arricchita dalla musica.

La storia

Felice Sciosciammocca è uno squattrinato separato della Napoli del 1890, che vive alla giornata facendo lo scrivano e condividendo la casa con il figlio Peppiniello, la nuova compagna Luisella, l’amico Pasquale, di professione fotografo ambulante, con la rispettiva moglie Concetta e la figlia Pupella.

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Un giorno il marchesino Eugenio bussa alla loro porta per chiedere un favore; egli è innamorato della bella Gemma, di professione ballerina, ma la sua famiglia si oppone all’unione, poiché la ragazza non è una nobile. Il padre della ragazza invece, Don Gaetano, ex cuoco divenuto molto ricco avendo ereditato i beni del suo padrone, è felice di consentire al fidanzamento poiché imparentarsi con dei nobili sarebbe il suo sogno, ma pretende di conoscere i parenti del giovane.

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Il marchesino dunque chiede a Felice e Pasquale con moglie e figlia di travestirsi e fingere di essere i suoi nobili familiari e di presentarsi con lui a casa di Gemma.

Ma la situazione si complica…

 

Miseria e nobiltà

opera in due atti di Luca Rossi e Fabio Ceresa
Musica di Marco Tutino
Direttore, Francesco Cilluffo
Regia, Rosetta Cucchi
Scene, Tiziano Santi
Costumi, Gianluca Falaschi
Luci, Luciano Novelli

Assistente alla regia, Stefania Panighini
Assistente alle scene, Alessia Colosso
Assistente ai costumi, Nika Campisi

Personaggi e interpreti :
Bettina, Valentina Mastrangelo
Peppiniello, Francesca Sartorato
Gemma, Martina Belli
Eugenio, Fabrizio Paesano
Contadino/Cameriere, Nicola Pamio
Felice Sciosciammocca, Alessandro Luongo

 

Post scritto in collaborazione con il Teatro Carlo Felice di Genova

Per info e prenotazioni CLICCA QUI

Foto, Marcello Orselli

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3 Responses
  • Renata Rizzitelli
    febbraio 24, 2018

    Un particolare della storia mi ha molto colpita, cioè l’esclusione della mamma dalla vita del figlio Peppiniello, la sua totale alienazione come, in molti casi di separazione conflittuale, purtroppo accade coì spesso ai giorni bostri. Ora questro tipo di comportamenbto di denomina come P.A.S. cioè sindrome da alienazione parentale ed è una condizione molto problematica e che mette in seria discussione , oltre alla vita degli adulti, anche una crescita psicologica dei bambini.
    Tornando all’opera, la mamma di Peppiniello, viene messa al “confino”, al bambino viene detta una bugia… pasa così tanto tengo senza che vi siano contatti che non si riconoscono più.
    Quindi, Opera divertente fino a un certo punto, perchè densa di contenuti profondi e anche dolorosi e pieni di umanità : l’appena passata guerra, la dittatura fascista, la miseria, il confino e l’umiliazione, la violenza nei confronti delle donne ….

  • igrovoy
    marzo 1, 2018

    Martina,thank you ever so for you post.Much thanks again.

  • Eikani
    marzo 7, 2018

    Pienamente d’accordo che l’arte panificatrice fa parte delle arti nobili così come la tua nobiltà d’animo che con tanta passione studi e divulghi il tuo Sapere . Bellissimo scritto .

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